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Vigneti

16 ettari di vigne
ai piedi del
Conero

Il terreno varia da calcareo-argilloso a argillo-sabbioso e si è formato nella seconda metà del Pliocene, quando la temperatura media della Terra era di circa 2-3° C superiore a quella attuale. In seguito, il diminuire della temperatura causò la formazione dei ghiacciai e l’abbassamento del livello dei mari: questo spiega perché, nei nostri terreni, vi sia un’abbondanza di sabbia e di pietre, sopra lo strato argilloso.

Quando Paolo Terni ereditò la Fattoria Le Terrazze, all’inizio degli anni ’50, trovò una notevole quantità di terreni pianeggianti e alcuni piccoli appezzamenti coltivati a vigneto, che venivano gestiti dai suoi mezzadri. Negli anni successivi questo sistema venne superato e sostituito dalla gestione diretta dei terreni e Paolo, insieme ad altri imprenditori agricoli della zona, giocò un ruolo fondamentale nella definizione della DOC Rosso Conero per il vino a base di Montepulciano, tipico di quest’area.

Il sistema agricolo in quegli anni ebbe una rapida evoluzione con l’introduzione dei macchinari che resero obsoleto l’uso dei buoi per lavorare i terreni, come si era fatto per secoli. Una delle prime decisioni di Paolo fu quella di impiantare nuovi vigneti specializzati per la produzione di Rosso Conero.

Con l’avvento della meccanizzazione in agricoltura, negli anni ’60, si scelsero impianti viticoli che permettessero l’impiego dei trattori che venivano usati anche nelle colture estensive e quindi vigne con un ampio spazio fra le file e una conseguente bassa densità di piante.

Paolo Terni impiantò circa 10 ettari di Montepulciano sulle colline volte verso Sud e presto iniziò ad imbottigliare il suo vino.

Trent’anni dopo Antonio Terni e sua moglie Georgina erano coinvolti nell’azienda. Divenne subito chiaro che bisognava investire in nuovi vigneti per migliorare la qualità dei vini, in un momento nel quale i mercati si stavano allargando e diventando via via più competitivi. Di conseguenza la coltivazione dei vigneti cambiò radicalmente: una densità maggiore con un conseguente minore carico di uva sulla singola pianta, diventarono i fattori chiave per fare un buon vino.

Tenendo a mente questi principi, Antonio e Georgina pensarono che fosse una buona idea selezionare i migliori cloni delle proprie vigne per assicurarsi le piante che avrebbero dato i migliori risultati nel proprio terroir. Nel 1995 venne impiantato un nuovo vigneto sotto la supervisione del professor Leonardo Valenti dell’Università di Agraria di Milano. Le barbatelle vennero prelevate da una delle migliori vigne dell’azienda e dalla vigna di un altro coltivatore della zona del Conero.

Allo stesso tempo, su suggerimento del professor Valenti, vennero provate altre varietà come Cabernet Sauvignon, Merlot, Syrah, Pinot Nero e Sangiovese. Da questa vigna sperimentale vennero individuati i migliori cloni per le nostre nuove vigne di Montepulciano che vennero piantate fra il 1999 e il 2001. Inoltre, sia il Merlot che il Syrah, diedero risultati promettenti e si decise di impiantarli sui nostri terreni.

Nel 2006, sotto la supervisione di Federico Curtaz, nostro attuale consulente viticolo ed enologico, venne impiantata una vigna di Chardonnay, scegliendo un’esposizione verso Nord-Est, dove le brezze marine e la minore esposizione ai raggi solari creano un ambiente ideale per questo vitigno anche nelle calde estati mediterranee.

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